Padre Frans Van der Lugt aveva 73 anni. Padre Lombardi: «Muore un
uomo di pace, dove il popolo muore, muoiono anche i pastori»
Tre mesi fa aveva lanciato un disperato appello, tramite Youtube,
perché venisse messa in salvo la popolazione di Homs ridotta alla fame
dall’assedio. «Insieme ai musulmani viviamo in una situazione difficile e
dolorosa e soffriamo di tanti problemi. Il maggior di questi è la
fame», affermava padre Frans. «La gente non trova da mangiare. Niente è
più doloroso che vedere le madri per strada in cerca di cibo per i loro
figli».
Tra la fine di gennaio e i primi di febbraio scorsi, circa 1.400
persone sono state evacuate dalla città vecchia di Homs in base a un
accordo raggiunto tra l’Onu e il regime siriano. Ma le condizioni
umanitarie per i civili nella martoriata città rimangono drammatiche.
Il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ha commentato così
l’uccisione del gesuita Van der Lugt: «Muore così un uomo di pace,
che con grande coraggio ha voluto rimanere fedele in una
situazione estremamente rischiosa e difficile a quel popolo siriano a
cui aveva dedicato da lungo tempo la sua vita e il suo
servizio spirituale. Dove il popolo muore, muoiono con lui anche i
suoi fedeli pastori. In questo momento di grande dolore, esprimiamo
la nostra partecipazione nella preghiera, ma anche grande gratitudine e
fierezza per avere avuto un confratello così vicino ai più sofferenti
nella testimonianza dell’amore di Gesù fino alla fine».
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