Visualizzazione post con etichetta Filippo Filippini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Filippo Filippini. Mostra tutti i post

martedì 4 aprile 2017

Le Primarie del 30 aprile partono da zero a zero (a zero)

In questi giorni siamo inondati di percentuali e di commenti sulla appena conclusa fase a circoli, che verrà ratificata mercoledì 5 aprile dalla convenzione provinciale e domenica 9 dalla convenzione nazionale che indirà le primarie aperte del 30 aprile.

Ecco: il 30 aprile non si tratterà del secondo tempo di qualcosa. Si parte da capo, come è giusto che sia, come il PD ha deciso sin dalle prime parole e dai primi commi del suo Statuto di essere: un partito di iscritti ed elettori.
Gli iscritti formano la classe dirigente del partito, e l'iscrizione è importante proprio per questo (e proprio per questo deve essere aperta a tutti e facilitata, e dovrà essere sempre così, sempre di più, in futuro).
Gli elettori, in primarie aperte, decidono

lunedì 20 marzo 2017

Inizia il congresso del PD

Oggi inizia il congresso del PD, con la cosiddetta "fase a circoli" in cui voteranno solo gli iscritti 2016. Questa prima fase terminerà il 2 aprile, e poi ci sarà la campagna aperta anche ai non iscritti (sostenitori, simpatizzanti, elettori) con voto il 30 aprile dalle 8 alle 20 in primarie aperte.

Cogliamo l'occasione, anche in questa prima fase, per parlare a tutti, ed invitiamo alle convenzioni di circolo, ad ascoltare il dibattito tra gli esponenti delle tre mozioni, Emiliano, Orlando, Renzi, anche gli interessati non iscritti.

Vogliate apprezzare questo atto di democrazia e questo sforzo di organizzazione unico in Italia, che il Partito Democratico porta in dono al nostro paese.

martedì 14 marzo 2017

Che congresso sia - leale

Come promesso con il post precedente - che mi premeva troppo, era un'urgenza insopprimibile, un ricordo emerso da comunicare a tutti voi - un breve report sul Lingotto.
Il Matteo che ha aperto venerdì, più che per il richiamo alla collettività ed alla squadra, leit-motiv della 3 giorni, mi è piaciuto per l'espressione "un uomo si valuta da come indossa le sue ferite". La mia recente esperienza personale - forse - me la fa apprezzare di più. Ed ha ragione.

Tanta squadra, tanta collettività, tanta sinistra. Non abbiamo paura di questo, ricordando il mio motto recentemente ricordato in Direzione Provinciale: "Sinistra è chi sinistra fa" #forrestgump.

Comunque vada sarà un successo, nemici non ne abbiamo (neanche fuori dal partito) e nel partito nemmeno avversari. Buon congresso a tutti, a Michele Emiliano, ad Andrea Orlando, a Matteo Renzi, ed ai loro sostenitori. Il 7 maggio, in ogni caso, avremo un segretario per 4 anni. Sarà il segretario di tutti.

lunedì 13 marzo 2017

Quella ragazza del '25 e le primarie

Sono tornato ieri dalla tre giorni del Lingotto in cui Renzi e noi che lo sosteniamo ci siamo prefissi il compito di delineare il PD e l'Italia del '27, di qui a 10 anni cioè. Della tre giorni e delle primarie magari parlerò in un altro post. Voglio condividere con tutti voi un ricordo personale, adesso.

E' legato alla consultazione per scrivere le liste alla Camera ed al Senato di fine 2012 (si tennero tra Natale e Capodanno, mi pare il 30 dicembre): le cosiddette Primarie per i Parlamentari.
Faceva freddo, e con l'amico Riccardo Imberti, anima di questo blog, passammo la giornata all'Auditorium non riscaldato, me lo ricordo come se fosse oggi, con gli amici del circolo che ci portavano bevande calde e generi di conforto.
C'era la neve fuori e il ghiaccio per terra, non spazzato.

Ebbene: di quella consultazione ho un ricordo indelebile. Due donne minute che, di prima mattina, poco dopo le 8, furono le prime ad arrivare, con passo malcerto per il ghiaccio per terra, a votare per decidere i nostri parlamentari da mettere in lista. Una di quelle donne era nata nel 1927 (100 anni prima del '27 che ci proponiamo di immaginare), l'altra del 1925.

È il più bel ricordo che ho della mia esperienza nel PD ed a loro rendo grazie, e lo direi loro personalmente se ci fossero ancora.


mercoledì 22 febbraio 2017

Il clima del congresso /RM2

Dopo la direzione di ieri, qui l'intervento di Laura Venturi, è stata insediata la commissione per il Congresso e si è messa in moto la macchina che, a rigore di Statuto, ci porterà al più tardi entro il 19 giugno (ma probabilmente a maggio) ad avere il nuovo segretario del Partito Democratico.

Al momento hanno già detto che si candideranno Matteo Renzi e Michele Emiliano. Probabilmente ci saranno altre candidature, si tratta solo di aspettare.

Per il Partito Democratico il congresso, specie in un anno di elezioni (entro febbraio 18 la legislatura avrà termine), serve anche a designare la persona, coincidente con il segretario eletto, da candidare alla guida del governo dell'Italia. Fa parte di quella cultura che i padri del PD hanno voluto innestare nel DNA  di questo partito, che prende il nome di vocazione maggioritaria e che non sta ad indicare solo la volontà di governare, anzi, come dice qualcuno che il PD lo ha fondato (insieme ad altri), è un po' il contrario. Un partito maggioritario (di Walter Veltroni).

Bisogna uscire dal pantano della tattica e dei tatticismi e usare la triade di Alastair Campbell, Obiettivo Strategia Tattica, con l'ultima subordinata alle prime due e soprattutto al primo.

Per questo sarà importante, prima di raggrupparsi attorno ad un leader, costruire una squadra solida e coesa e rapportarsi in maniera costruttiva, leale e proficua con gli altri competitor alla segreteria e con i loro sostenitori. È nell'interesse di tutti, principalmente di colui che sarà il vincitore e quindi, ex ante, soprattutto del favorito.

Il PD non è un partito di cloni, la ricchezza e la composizione di valori diversi, sia quelli affluenti che ne hanno determinato la nascita, sia quelli nati e scaturiti con la discussione e l'elaborazione politica in questi primi 10 anni, tutti insomma, sono una ricchezza ed il patrimonio peculiare di questo soggetto politico, a tutt'oggi unico in Italia.





martedì 21 febbraio 2017

Roadmap per un congresso

Oggi la Direzione Nazionale del PD proverà a trarre le conseguenze da quanto deciso nella ultima riunione dell'Assemblea Nazionale prima del suo scioglimento, avvenuto e proclamato domenica 19 febbraio 2017.
Deciso in realtà è forse impreciso: tutto si è svolto per incastro naturale, a norma di Statuto Nazionale. Matteo Renzi si è presentato dimissionario all'Assemblea e non è quindi, già dalla mattina di domenica, più il segretario del PD: gli appelli a lui rivolti dagli scissionisti valgono, dal punto di vista formale e sostanziale, tanto quanto gli appelli rivolti all'ultima persona che si è iscritta al PD in questi giorni, se ne esiste una dotata di masochismo così spiccato (ma passerà il momento).
Nessuno si è candidato, nel tempo fissato dal Presidente Orfini, a svolgere la funzione di segretario reggente, "à la Epifani del 2013". Certificato questo, il congresso è stato automaticamente indetto, a norma di statuto appunto, e si dovrà concludere entro e non oltre la data del 19 giugno 2017, quattro mesi appunto. A norma di Statuto che non è più modificabile ormai da una Assemblea (organo legislativo) che è stata sciolta e non sarà più convocata.

il manifesto delle scorse primarie
Le richieste (che ometterò di aggettivare) che i cosiddetti scissionisti rivolgono al segretario uscito (non uscente, uscito, ormai) non hanno più nemmeno ragione d'essere: infatti Matteo Renzi con ogni probabilità non parteciperà nemmeno alla Direzione, con gesto che sarà sicuramente tacciato come arrogante (ma lo sarebbe stato anche il suo contrario, quindi ce ne faremo una ragione) ma che almeno renderà plastica la sua condizione di semplice iscritto, al momento. Futuro candidato segretario, non c'è dubbio, ma tant'è.

Detto questo io auspico che alchimie ed alambicchi trovino una formula che consenta anche a chi si è spinto troppo oltre (rispetto alle proprie reali intenzioni, non è un giudizio di merito) di trovare la soddisfazione che gli consenta un lancio stampa del tipo "avendo ottenuto che la data delle primarie per il segretario non si faccia il giorno x, quando era prevista la cresima di mio nipote, posso dire con soddisfazione che resterò nel PD". Ma tant'è: quattro mesi al massimo sono previsti, e quattro mesi al massimo dovranno essere.