l’intervista a Giovanna Casadio a Debora Serracchiani
Serracchiani, meglio le larghe intese di oggi che tornare a puntare su un governo con grillini e Vendola?
«Lo dico dal punto di vista di presidente della Regione, guardiamo al governo. Lo so che è complicato tenerlo in piedi e ancora più difficile è giustificarlo, ma è l’unico governo oggi possibile. Non mi avventuro in voli pindarici. Anche perché dall’altra parte, quella dei grillini, c’è una scomposizione preoccupante. Non so dove finirà il M5S: da forza maggioritaria si è trasformata in un movimento con dinamiche interne di divisione».
Non dà fiducia ai 5Stelle?
«Se siamo dove siamo, la “colpa” è loro. Grillo non ha capito l’occasione del cambiamento. Oggi hanno rinunciato a cose fondamentali, come la trasparenza e la democrazia interna. Sarei cauta con nuove aperture ai grillini».
Secondo lei sono inaffidabili?
«L’inaffidabilità prevede prima l’affidamento. Qui siamo all’assoluta incertezza. Il M5S ha un difetto strutturale: prendere delle persone e tenerle insieme su alcuni punti, anche importanti, non basta. Ci vuole un altro collante che non sia il “capo”, cioè Grillo».
L’avvertimento di Bersani, e dei bersaniani, sulla possibilità di un’altra maggioranza è una bordata al governo?
«Non è tempo di avvertimenti. Ma guardiamo dove siamo… il governo di cambiamento è una prospettiva lontana. A me non sembra il caso che con un colpo di spugna si torni a sei mesi fa, come se niente fosse. Anche io ho un’aspettativa, quella di avere prima o poi un forte governo di centrosinistra. Ma ne passerà di tempo».
Bersani ricostruisce così la sua leadership?
«Legittimo che ci sia l’aspirazione ad avere spazio politico. Ma è finito il tempo…».
Quale tempo è scaduto, quello di Bersani?
«Diciamo che ci sono dinamiche tipiche pre-congressuali. Sono finiti i tempi in cui la linea politica è “essere contro”. Siamo chiamati tutti a comportarci come non ci siamo mai comportati, a evitare continui tafazzismi».
Nel Pd c’è chi vuole tagliare la strada a Renzi cambiando le regole del partito?
«Renzi è la risorsa che il Pd in questo momento ha. Matteo però faccia una scelta, e in fretta, cosicché ci sia chiarezza».
(La Repubblica, 16 giugno 2013)
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