venerdì 23 ottobre 2015

Sanremo: i "Furbetti del cartellino"? Tra i più accaniti anti casta. C'è chi si vergogna dei politici corrotti e chi si lamenta di "Mantenere i maiali a Roma"


Sanremo News 23 ottobre 2015
C'è chi si spinge oltre e cita l'astrofisica Margherita Hack con una frase pronunciata a proposito della morale: "Non è necessario avere una religione per avere una morale! Perché se non riesci a distinguere il bene dal male, quella che manca è la sensibilità, non la religione!"
"Io non mi vergogno di essere italiano, mi vergogno solo di essere rappresentato da politici condannati e corrotti che saccheggiano ogni santo giorno uno dei paesi più belli del mondo". Questa frase la si può trovare sul profilo Facebook di una delle persone agli arresti domiciliari da ieri mattina per via dell'operazione Stachanov che ha portato a 43 arresti (35 ai domiciliari, 8 di loro dovranno presentarsi alla Polizia Giudiziaria), effettuati dalla Guardia di Finanza coordinata dalla Procura della Repubblica.
Ma non è l'unica. Sono diversi infatti i dipendenti pubblici tra i "Furbetti del cartellino", immortalati dalle telecamere nascoste installate dai militari, che sul proprio profilo Facebook si sono sfogati contro la cosiddetta "casta" di politici. Un altro tra gli arrestati pubblica una vignetta che raffigura un bambino che chiede al padre: "Papà, tu la paghi la tassa sugli animali?". "Ma certo! - risponde il padre - Con tutti i maiali che mantengo a Roma...".
C'è chi si spinge oltre e cita l'astrofisica Margherita Hack con una frase pronunciata a proposito della morale: "Non è necessario avere una religione per avere una morale! Perché se non riesci a distinguere il bene dal male, quella che manca è la sensibilità, non la religione!". C'è chi cita Giovanni Falcone e chi pubblica un post in cui un uomo seduto su una sedia annuncia che passerà una giornata come un politico, cioè non farà un c....
C'è anche chi posta il video di un discorso della Senatrice del MoVimento 5 Stelle Paola Taverna che rimprovera il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, di non aver mai lavorato nella propria vita.

«I tempi cambiano e i cristiani devono cambiare continuamente»

Domenico Agasso jr
LA Stampa 23 ottobre 2015
Il Papa a Santa Marta: bisogna leggere i segni della contemporaneità, discernere restando fedeli al Vangelo, senza cedere al conformismo.
I credenti sono chiamati a leggere i segni dei tempi e a cambiare di conseguenza, restando sempre fedeli al Vangelo. È l’esortazione di papa Francesco, che questa mattina nell’omelia della Messa a Casa Santa Marta ha riflettuto sul discernimento che la Chiesa deve attuare guardando la contemporaneità, ma senza cadere nella comodità del conformismo, invece lasciandosi sempre ispirare dalla preghiera. Lo riferisce Radio Vaticana.
Il Pontefice ha sviluppato la predica dalla Lettera ai Romani di San Paolo, il quale invoca con «tanta forza la libertà che ci ha salvato dal peccato», e dal brano del Vangelo nel quale Cristo si sofferma sui «segni dei tempi» dicendo che sono ipocriti coloro che sanno capirli ma non provano allo stesso modo a comprendere il tempo del Figlio di Dio.
La certezza è che i tempi cambiano, il dovere per i cristiani è comportarsi come vuole Gesù: valutare il presente e cambiare restando «saldi nella verità del Vangelo», ha affermato Francesco. Ma questo non vuole dire essere tranquillamente conformisti e dunque rimanere immobili.
Il Signore ha creato gli uomini liberi e «per avere questa libertà dobbiamo aprirci alla forza dello Spirito e capire bene cosa accade dentro di noi e fuori di noi». Come? Con il «discernimento». «Abbiamo questa libertà di giudicare quello che succede fuori di noi – ha spiegato il Papa - Ma per giudicare dobbiamo conoscere bene quello che accade fuori di noi. E come si può fare questo? Come si può fare questo, che la Chiesa chiama “conoscere i segni dei tempi”? I tempi cambiano. È proprio della saggezza cristiana conoscere questi cambiamenti, conoscere i diversi tempi e conoscere i segni dei tempi. Cosa significa una cosa e cosa un’altra. E fare questo senza paura, con la libertà».
Papa Bergoglio ha riconosciuto che non è «facile», perché sono tanti i condizionamenti e le tentazioni esterni che inducono i cristiani a un più comodo «non fare»: «Questo è un lavoro che di solito noi non facciamo – ha osservato - ci conformiamo, ci tranquillizziamo con “mi hanno detto, ho sentito, la gente dice ho letto…”. Così siamo tranquilli… Ma qual è la verità? Qual è il messaggio che il Signore vuole darmi con quel segno dei tempi? Per capire i segni dei tempi, prima di tutto è necessario il silenzio: fare silenzio e osservare. E dopo riflettere dentro di noi. Un esempio: perché ci sono tante guerre adesso? Perché è successo qualcosa? E pregare… Silenzio, riflessione e preghiera. Soltanto così potremo capire i segni dei tempi, cosa Gesù vuol dirci».
Francesco ha anche avvertito: a capire i segni dei tempi non è chiamata solo «un’élite culturale». No: Cristo non dice «guardate come fanno gli universitari, guardate come fanno i dottori, guardate come fanno gli intellettuali…»; tutt’altro: parla ai contadini che «nella loro semplicità» sono in grado di «distinguere il grano dalla zizzania».
Dunque «i tempi cambiano e noi cristiani dobbiamo cambiare continuamente», è l’invito del Papa, «dobbiamo cambiare saldi nella fede in Gesù Cristo – ha precisato - saldi nella verità del Vangelo, ma il nostro atteggiamento deve muoversi continuamente secondo i segni dei tempi. Siamo liberi. Siamo liberi per il dono della libertà che ci ha dato Gesù Cristo. Ma il nostro lavoro è guardare cosa succede dentro di noi, discernere i nostri sentimenti, i nostri pensieri; e cosa accade fuori di noi e discernere i segni dei tempi. Col silenzio – ha ribadito in conclusione - con la riflessione e con la preghiera».

fantamadrechiesa...


sabato 17 ottobre 2015

La nuova ossessione del Fatto: le pizze di Renzi


Fabrizio Rondolino
L'Unità 17 ottobre 2015
In prima pagina le date scompaiono, il tempo s’annulla, e le cene del 2015 con Agnese e i figlioli diventano magicamente quelle del 2007 con gli interlocutori istituzionali
Definire “inchiesta” la nuova ossessione del Fatto per gli scontrini di Renzi è un po’ come dare del maratoneta al criceto che corre felice nella sua ruota, e quando ha finito di correre s’accorge, o forse no, di essere esattamente al punto di partenza. I criceti di Travaglio sono però più maliziosi, e non s’accontentano di una foglia di lattuga: pretendono di tagliare il traguardo, e se il traguardo non esiste se lo inventano con ingenua disinvoltura.
“I rimborsi di Renzi: pizzeria sotto casa e notti al Raphael”, spara oggi in prima pagina l’organo dei criceti. Andiamo subito a leggere: “Il gestore del Far West di Pontassieve: ‘Viene con la famiglia, mai visto con politici o collaboratori’. Ma nelle ricevute si parla di ‘organi consolari’ e ‘parlamentari’.” Dunque Renzi ha mentito, ha detto il falso, ha imbrogliato? Macché, sono i criceti a imbrogliare: perché, se qualche volenteroso lettore si prende la briga di leggere anche l’articolo, scopre che le cose stanno in tutt’altro modo. “Matteo viene qui dal 1979 – racconta Maurizio Mandola, il proprietario della pizzeria –, l’ho visto crescere come ho visto crescere i suoi figlioli”. E aggiunge: “È stato qui anche sabato”. Con chi?, chiede il criceto. “Ha preso le pizze ed è andato a casa”, risponde Mandola. E precisa: “Viene con i figli, la moglie”. “Impossibile – scrive il criceto in un sussulto di onestà che dev’essere sfuggito al direttore – chiedere al ristoratore uno sforzo di memoria fino al 2007, quando Renzi usa la carta di credito della Provincia per pagare sette cene, quasi tutte di lunedì sera e per un massimo di quattro commensali”.
Ricapitoliamo: nel 2007, cioè otto anni fa, Renzi ha cenato sette volte al “Far West” a spese della Provincia (in tutto “poco meno di 300 euro”). Le ricevute citate dal Fatto parlano di “organi consolari” e “parlamentari”. Il ristoratore non ricorda, ma dice che oggi (oggi, non otto anni fa) Renzi la pizza la mangia con la famiglia. In prima pagina le date scompaiono, il tempo s’annulla, e le cene del 2015 con Agnese e i figlioli diventano magicamente quelle del 2007 con gli interlocutori istituzionali. Facile, no?
C’è poi l’accusa infamante di aver dormito al Raphael, “l’hotel extralusso di Craxi”, e per di più, una volta, con il suo capo di gabinetto Luca Lotti, e addirittura in stanze separate, spendendo cifre incredibili: “da 200 a 350 euro a notte”. Non sappiamo se il criceto abbia mai dormito in albergo, o se preferisca le panchine della stazione, ma possiamo rassicurarlo: il prezzo, per un hotel della capitale, è decisamente popolare. Anzi, ci viene il dubbio che a Renzi abbiano fatto lo sconto: e speriamo che presto il criceto ci riveli in cambio di quali inconfessabili favori.

venerdì 16 ottobre 2015

Leva Nord


Massimo Gramellini
La Stampa 16 ottobre 2015
Durante una manifestazione di protesta delle forze dell’ordine a cui ha partecipato indossando una divisa taroccata della polizia (rabbrividisco all’idea di come si presenterebbe a una manifestazione di protesta delle conigliette di Playboy), il felpato Salvini ha proposto di reintrodurre il servizio militare obbligatorio «per insegnare a qualche ragazzo come si rispetta il prossimo». Lo diceva già mia nonna e nel ricordarlo non intendo mancare di rispetto né a lei, né a Salvini, né tantomeno al prossimo, ma solo rimarcare la persistenza nel tempo di certe profonde intuizioni: non ci sono più le mezze stagioni, si stava meglio quando si stava peggio e, appunto, ai giovani d’oggi servirebbe una bella guerra. Sulla scia di mia nonna, anche il felpato è convinto che la rigida disciplina dell’esercito e una raffica di piegamenti in cortile al primo accenno di ribellione forgerebbero una generazione educata, rispettosa e senza tanti grilli per la testa. La tesi è interessante e andrebbe sperimentata con qualcuno che corrisponda all’identikit. Qualcuno che disprezzi chi non la pensa come lui, reagisca alla complessità della vita sparando il primo slogan scontato (purché reazionario) che gli passa per la testa, irrida i deboli e sfrutti la rabbia dei frustrati, vellicando il loro punto debole con sparate demagogiche. Qualcuno, insomma, che dimostri ogni giorno di non avere alcun rispetto per il prossimo. 
Più ci penso e più mi sembra un’ottima idea quella di reintrodurre il servizio militare obbligatorio per Salvini. 

giovedì 15 ottobre 2015

....fuori dal mondo...

I Cinquestelle escono dall'aula quando parla Ban Kii-Moon. Forse l'ONU non fa abbastanza contro le scie chimiche
Scintille
L'Unità 15 ottobre 2015

Il regime trionfa: anche il Fatto diventa renziano


Fabrizio Rondolino
L'Unità 15 ottobre 2015
Travaglio di’ qualcosa: la presentazione del viaggio del premier in Sudamerica rasenta il culto della personalità
Oggi siamo proprio sconcertati, e seriamente preoccupati per i destini della democrazia in Italia: anche il Fatto è diventato renziano. Le peggiori previsioni di Travaglio si sono avverate, e proprio in casa sua: il regime trionfa, la deriva autoritaria s’è compiuta.
Leggiamo a pagina 6 un articolo sull’imminente viaggio del presidente del Consiglio in Sudamerica, e l’Unità al confronto pare grillina: “Il viaggio è in grandissimo stile: sul jet saliranno i rappresentanti delle più importanti aziende italiane”. Per fare un po’ di baldoria a spese del contribuente? Macché, “gli imprenditori pagheranno il passaggio sul volo di Stato”, ci rassicura il Fatto, e “lo scopo di palazzo Chigi è chiarissimo: mettere il cappello nella parte del continente sudamericano che, non facendo parte del Mercosur, ha gli accordi di libero scambio più favorevoli per l’Europa”. Ma dai, non ci credo. Il Fatto però insiste: “il Cile, che è il paese più in crescita del Sud America, è considerato il fulcro del viaggio. Buone speranze anche per la Colombia e soprattutto per Cuba, che, con il nuovo corso, offre possibilità infinite”. Qui si sta esagerando. E invece: “La concorrenza è già fitta, ma fa niente”. Inarrestabile Renzi!
“Proverà – tifa entusiasta il Fatto – a far passare mediaticamente l’aspetto simbolico-politico e quello affaristico della missione”. Daje! “In ognuno dei quattro paesi ci sarà un forum con gli imprenditori”, sottolinea l’articolo. E precisa che “tra le mete clou c’è l’inaugurazione all’Osservatorio Paranal di una centrale geotermica Enel, azienda molto presente in Cile”. E i bambini felici regaleranno mazzi di fiori al premier? “E’ la prima volta – il Fatto non ha voglia di scherzare, qui è in gioco la Nazione – che un premier italiano fa una missione così in Sudamerica”. La prima volta in centocinquant’anni di storia! “E Renzi, che sui primati è competitivo, di certo ci vede una motivazione in più per partire”. Siamo ormai al culto della personalità, ci arrendiamo impotenti.
E come ci va, Renzi, in Sudamerica? Che domande! A bordo del “nuovo gioiellino aereo, che si compone di una camera in cui lavorare col suo staff, e il wi-fi a bordo”. Ma quant’è fico il nostro premier: ha persino il wi-fi a bordo. Travaglio, ti prego, di’ qualcosa.