sabato 8 giugno 2013

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Jena
La stampa 08/06/2013
Uno si dimette, l’altro non voleva fare il Papa: non c’è più religione

venerdì 7 giugno 2013

INCREDIBILE...VERGOGNOSO

Lettera di Radio Maria agli ascoltatori: fate testamento a nostro favore, un lascito anche piccolo

Una lettera per chiedere agli ascoltatori anziani di fare testamento a favore dell’emittente, “un lascito anche piccolo” che rappresenti “un atto d’amore”. Ed è ovviamente polemica. La campagna lanciata da Radio Maria non passa inosservata e solleva forti critiche. Così anche Repubblica stigmatizza la singolare iniziativa che, effettivamente, lascia abbastanza perplessi.

La lettera inviata - La lettera inviata agli ascoltatori con la firma del direttore padre Livio Fanzaga, spiega, in sette punti, come redigere un testamento olografo. Lo scandalo è stato sollevato dal figlio di una vecchia signora, fan dell’emittente, dopo che l’uomo aveva trovato la mamma intenta a compilare il questionario allegato alla lettera inviata dalla radio.

Sette le domande - Sette, come si diceva, le domande contenute nel questionario. Eccole: condividi l'idea che Radio Maria ti informi su lasciti e testamenti? Sai che ai tuoi cari resterà comunque una quota? Sai che per fare un testamento olografo basta un foglio bianco e una firma di proprio pugno? Quali motivi ti trattengono ancora dal devolvere parte della tua eredità a Radio Maria? Pensi che costi o non hai un notaio? Possiamo inviarti un opuscolo che possa spiegarti come fare? Vuoi che una persona di Radio Maria ti contatti direttamente?

Non manca il bollettino - Ovviamente non mancano le indicazioni su come agire dopo la compilazione. E’ sufficiente inviare il questionario, completo dei dati personali e dei recapiti, tramite la busta allegata e preaffrancata. E se poi si volesse anticipare le decisioni e cominciare a diventare concreti, nessun problema, c’è il bollettino allegato per fare una bella donazione.

giovedì 6 giugno 2013

RENZI a Brescia...

«La governabilità, la semplicità, la tranquillità sono esattamente quello che chiedono i cittadini. Fatele le cose. Dopo il tempo delle illusioni e delle disillusioni è arrivato il tempo delle decisioni» ha detto Renzi. «Roberto Benigni - ha ricordato - diceva una cosa straordinaria: c'è il proporzionale all'italiana, il doppio turno alla francese, il cancellierato alla tedesca e il bagno alla turca. Che dà il senso dell'interesse dei cittadini verso queste cose. I cittadini chiedono una cosa semplice: che chi viene votato possa fare quello per il quale è stato votato. Una legge elettorale semplice, come quella dei sindaci».

mercoledì 5 giugno 2013

Botta e risposta tra BERLUSCONI e RENZI sul presidenzialismo.

Se l'ex premier promette fedeltà al governo Letta, convinto che possa portare a casa la riforma istuzionale con l'elezione diretta del capo dello Stato, il sindaco di Firenze scuote un Pd piuttosto intimidito e si mostra pronto a sbarrare la strada a questo disegno, ribadendo che la vera priorità degli italiani è una nuova legge elettorale.  Secondo Matteo Renzi, A Roma, si occupano di "cose che non riguardano la vita di tutti i giorni, anche adesso il problema sembra essere il presidenzialismo, il semi-presidenzialismo, l'elezione diretta del premier". "Invece oggi l'unica cosa di cui ci sarebbe bisogno è quella di dar certezza con un sistema elettorale come quello dei sindaci, oggi l'unica cosa che conta è veder realizzati dei progetti"

Veltroni GIOVEDI' A BRESCIA ore 18 per Del Bono

Domani, giovedì 6 giugno, presso l'Hotel Vittoria in centro a Brescia, dalle ore 18, Walter Veltroni presenterà il suo ultimo libro "E se noi domani, L'Italia e la sinistra che vorrei".

Introduce il giornalista Fabio Tavelli, moderano i giornalisti Carlo Muzzi (Giornale di Brescia) e Angela Dessì (Bresciaoggi). sarà presente e Interverrà il candidato sindaco Emilio Del Bono

MATTEO RENZI a supporto di DEL BONO oggi a Brescia

Si è appena conclusa la visita di Matteo Renzi a Brescia a supporto della sfida per il ballottaggio di Emilio Del Bono.

Il sindaco di Firenze - parole sue - ha introdotto "il nuovo sindaco di Brescia" invitando però i cittadini bresciani ad andare alle urne per il ballottaggio, salutando anche gli alleati apparentati, sia quelli nuovi del secondo turno che quelli che hanno già condiviso la sfida al primo turno.

Il mestiere di Sindaco è il più bello del mondo, si è contemporaneamente il Primo Cittadino ma anche l'Ultimo Cittadino, ha detto Renzi, perché si deve guardare alla città con l'occhio degli ultimi.

Ed è proprio quello che Emilio Del Bono intende fare, con l'aiuto dei cittadini bresciani domenica al ballottaggio.

martedì 4 giugno 2013

Il Paese dei RIFIUTI

Maria Cristina Finucci presenta il Garbage patch state alla Biennale di Venezia, il 28 maggio. (Stefano Rellandini, Reuters/Contrasto)

Il Great pacific garbage patch, la gigantesca isola di rifiuti plastici che fluttua in mezzo all’oceano, ha da qualche tempo occupato un suo posto nelle cronache dei giornali: gli ecologisti lo hanno inserito nel decalogo dei disastri ambientali più devastanti del pianeta (al settimo posto, secondo il sito Treehugger.com).
Quello che invece la maggior parte dell’opinione pubblica non sa è che l’immensa isola di plastica ha dichiarato l’indipendenza e ha assunto il nome di Garbage patch state. E si tratta per giunta di uno stato federale, perché di vortici di plastica ne esistono ben cinque, sparsi tra l’oceano Pacifico, l’Atlantico e l’Indiano, e tutti insieme hanno una superficie globale di quasi sedici milioni di chilometri quadrati. Cioè un milione di chilometri in meno dell’estensione della Russia, anche se la superfice delle isole è variabile sia a causa delle maree sia dei nuovi rifiuti che si aggiungono man mano, captati dai vortici e dalle correnti marine.....Il Garbage patch state viene comunemente chiamato anche “Away state”. Che vuol dire? Ce lo spiega Cristina Finucci: “Noi quando buttiamo qualcosa diciamo, in inglese, to throw away, gettare via. Già, ma dov’è questo ‘via’? Niente è veramente ‘via’ dal mondo, ed è per questo che è nato il Garbage patch state. Dovremmo ricordarci che ogni cosa di cui ci disfiamo finisce prima o poi da qualche parte”

(articolo completo su Internazionale