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mercoledì 12 maggio 2021

Una bella storia

Ho letto il libro su Giovanni Landi tutto d’un fiato, così come si legge un romanzo appassionante.

Sono rimasto stupito dalla caratura dell’uomo e dell’importanza della sua azione, oltre che dalle relazioni ampie ed ai massimi livelli.
Ho sempre pensato che Brescia fosse uno dei luoghi di elezione del cattolicesimo-democratico, ma dalla lettura ho visto come non fosse solo uno dei luoghi ma il luogo di incubazione di una cultura politica che a tutt’oggi esprime personalità determinanti per la nostra nazione.
Ho visto in Landi i comportamenti e addirittura i modi di Gervasio e Riccardo, gli amici che ho potuto avvicinare e conoscere più a fondo all'interno della quantità di nomi e personalità che appaiono in questa pubblicazione. Sono passato mentalmente nei luoghi nei quali si è sviluppata quella cultura, fabbrica, sindacato, partiti/società, religione conciliare e resistente. Tutti luoghi scomparsi o comunque rimasti uguali solo nel nome. Belle e, per me, originali e sinteticamente complete le ricostruzioni di Bodrato, Pazzaglia, Fappani, Panighetti, Lovatti. Forte la volontà di Taini di parlare esplicitamente di fatti divisivi ma profondamente qualificanti e significativi. Commoventi le testimonianze dei suoi amici. Sembrano anni nei quali pur nelle frequenti sconfitte, la volontà sembrava aperta alla possibilità. I luoghi dell’incontro in tempi paradossalmente meno facili per la mancanza dei social, sembrano essere stati invece più funzionali alla possibilità di incidere sulla realtà.
Il cattolicesimo-democratico è morto?
Complimenti a tutti quelli che hanno reso possibile questa pubblicazione.
 
Claudio Donghi
Presidente dell'Associazione Gervasio Pagani

 

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